Tutte le sentenze

La presente sezione raccoglie alcune massime giurisprudenziali, in liti in cui è stato parte il nostro studio legale, considerate di particolare interesse. In ogni massima le parti virgolettate riguardano estratti di sentenza, mentre per la parte restante trattasi di commento redazionale.

T.a.r. Lazio, Sent. n. 2977 Pres. Tosti - Est. Mezzacapo

Ricorso avverso graduatoria scuola superiore

05/04/2007 Il ricorrente, professore di scuola media, chiede l’annullamento della graduatoria stilata dal Preside del Liceo Scientifico per gli aspiranti a supplenza temporanea, in quanto collocato al secondo posto ingiustamente e di tutti gli atti successivi collegati, nonchè del provvedimento di rigetto del ricorso gerarchico presentato dallo stesso all’Ambasciata d’Italia presso X in veste di provveditore agli studi. I motivi dell’impugnazione riguardano violazione di legge e regolamento in relazione al Telespresso M.A.E. 120/913/c del 24.03.1995 ed eccesso di potere per omesso, erroneo e contraddittorio esame dei presupposti, difetto di motivazione, violazione della par condicio. La questione in particolare concerne la contestata attribuzione al controinteressato di punteggio per l’attività espletata come sostituto insegnante di attrezzistica presso ISEF nell’anno accademico 1992/93. “Il ricorso va accolto in quanto tempestivamente presentato". Il collegio rileva...

Trib. Pesaro -ordinanza - Pres. Est. Miscione

Provvedimento possessorio e comodato

20/03/2007 Tizio ricorre ex art. 1168 e 703 c.p.c., in subordine ex art. 700 c.p.c. per ottenere la riconsegna immediata di un immobile, detenuto da Caio, in virtù di contratto di comodato che si assume scaduto. Il Tribunale ha respinto il ricorso. In motivazione si è così espresso il giudicante: “Il detentore qualificato, che detiene la cosa in forza di un titolo contrattuale, non commette spoglio se, una volta esauritosi il rapporto che legittima la sua detenzione, si rifiuta di restituire la cosa: tale comportamento rileva infatti soltanto sul piano dei rapporti contrattuali (inadempimento) con la conseguenza che il proprietario concedente resta abilitato ad agire non con l’azione di spoglio ma con l’azione di restituzione fondata sull’estinzione del contratto”; Rigettata anche la domanda ex art. 700 c.p.c. “in quanto la stessa ha natura residuale ed è stata censurata con il rigetto del ricorso per reintegrazione nel possesso”.

Trib. Urbino, Sent. n. 67 - Est. Marrone

Pubblico impiego - Idoneità al servizio

27/02/2007 La dott. X proponeva ricorso al Giudice del Lavoro del Tribunale di Urbino assumendo di avere prestato per incarico rinnovatole di anno in anno in una lunga sequenza di anni accademici presso l’ISEF di ____________ l’insegnamento di _______________ partecipando alle Commissioni d’esame e ad ogni altra connessa incombenza. L’attività era proseguita in modo analogo anche dopo che l’ISEF era stato assorbito dall’Università di ______________, per alcuni anni. Su tali presupposti la dott. X chiedeva l’accertamento della sussistenza di un rapporto di pubblico impiego, il diritto a percepire la retribuzione in godimento alla data di entrata in vigore dell’art. 17 e 115 L. 127/1997, il diritto a mantenimento delle funzioni didattiche presso la nuova facoltà universitaria di Scienze Motorie ed altre consequenziali richieste. Si costituiva l’Università eccependo tra l’altro il difetto di giurisdizione dell’A.G.O. Il Giudice con la sentenza in epigrafe dichiarava...

T.a.r. Umbria, Sent. n. 98 Pres. Lignani – Est. Ungari

Appalti pubblici: capitolato di gara

09/02/2007 La commissione giudicatrice ammetteva le offerte presentante dalle società Y e Z (quest’ultima ammessa con riserva) dichiarando poi l’aggiudicazione alla ditta Z. La società Y impugnava aggiudicazione della controinteressata, prospettando diverse censure tra cui violazione del bando di gara, artt. 97 Cost., 15 e 19 d.lgs 358/1992, varie figure di eccesso di potere. Si contestava all’Agenzia, in particolare, di aver accettato un’offerta difforme dalle prescrizioni del capitolato tecnico senza peraltro darne avviso al concorrente. Il TAR, accogliendo il ricorso, ha stabilito il diritto della ricorrente al risarcimento del danno, con la seguente modalità, che merita di essere riprodotta: “Poiché la prestazione oggetto dell’appalto è già stata interamente svolta, deve esaminarsi anche la domanda di condanna dell’Agenzia”......” al risarcimento per equivalente del danno”. Va considerato che l’Agenzia ha adottato le proprie determinazioni in ordine all’offerta...

Cass. civ. sez. II, Sent. n. 24961 Pres. Elfante - Est. Bertuzzi

Sanzioni Amministrative - Applicazione

24/11/2006 In tema di sanzioni amministrative, nel caso in cui il giudice di merito abbia annullato l'ordinanza ingiunzione emessa dall'Autorità amministrativa, per avere rilevato, di ufficio, che il potere sanzionatorio spettava, ai sensi dell'art. 24 l. 24 novembre 1981 n. 689, al giudice penale competente per il fatto reato, il provvedimento sanzionatorio, che in tal caso è emesso dall'Autorità amministrativa invece che dal giudice penale, non è inesistente, sicché tale invalidità, poiché implica un vizio di legittimità dell'atto, sotto il profilo della competenza dell'organo a provvedere, in ragione della connessione della violazione amministrativa con il reato, deve essere ritualmente dedotta dall'opponente, e non può essere rilevata di ufficio dal giudice. Deve infatti considerarsi inesistente l'atto amministrativo soltanto nel caso di carenza assoluta del relativo potere, quando cioè non è dato cogliere alcun collegamento tra l'atto e le attribuzioni del soggetto che lo ha emesso,...

Trib. Pesaro, Sent. n. 2851 – Est. Miscione

Inadempimento contrattuale

20/11/2006 La società X svolgente attività di internet provider conveniva in giudizio la società di telecomunicazioni y deducendo che, contrariamente a quanto pattuito con contratto, la convenuta inviava fatture con costi tariffari temporizzati per un servizio di Numero Verde in base al quale, a fronte delle prestazioni fornite, la società x avrebbe dovuto pagare solo un costo fisso mensile. La società convenuta, dopo aver inviato per oltre due anni e mezzo fatture per il corrispettivo fisso pattuito, inviava successivamente fatture per un importo ******* relativo a “costi chiamate”, addebitate alla società di internet provider, sostenendo che la tariffa fissa mensile costituiva una promozione contrattualmente prevista per i soli primi sei mesi, poi prorogata per circa due anni spontaneamente dalla società erogatrice stessa, che, a sua discrezione e senza preavviso, l’aveva unilateralmente sospesa, sostituendovi l’ordinario regime tariffario praticato alla generalità della utenza. L’attrice...

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